GLI ELVESI RACCONTANO ELVA 

 DUE BEI SITI WEB

"Daniela e Silvia Dao Ormena a dispetto del loro comune cognome, non sono parenti tra loro. Sono figlie di elvesi che hanno lasciato la montagna per trasferirsi in pianura alla ricerca del lavoro. Per entrambe però, questo gruppetto di borgate nascoste  è il luogo in cui lo spirito si rigenera...e dove la bellezza del paesaggio fa dimenticare le fatiche ...  Un luogo al quale tornare, da amare e valorizzare. Per questo entrambe hanno realizzato un sito internet sulla loro amata patria ancestrale, un contributo "moderno" a questo luogo antico. Così adesso Elva dispone di due spazi virtuali, oltre a quello istituzionale". (da "Val Maira,  Più Eventi Edizioni",  pag. 269).

www.vivaelva.it   (sito di Daniela Dao Ormena)

www.comunelva.it  (Silvia Dao Ormena)

I LORO RICORDI

Ecco alcune testimonianze raccolte da "ICI ELVA", giornalino del paese, scritto dagli elvesi. Sono il racconto di Lorenza, che ha vinto una sfida. Di Tony, che fa la storia di Elva "prima e dopo la strada". Di Sissi, che parla dei suoi bimbi, Pietro e Sofia, li cresce ad Elva. Di Caterina, che purtroppo non c'è più e che scriveva di quando lavorava "toccando il cielo". Di Ignazio e la nevicata del febbraio 1972, che isolò Elva per quaranta giorni. Di Franco e di quando portò in piazza il paese, arrivarono i carabinieri, ma la Posta fu salva. Il giorno di Ferragosto incontrerete certamente Lorenza, Tony, Sissi, Caterina, Ignazio, Franco. Lavoreranno per voi: chi nel suo ristorante, chi vi servirà un caffè, chi come volontario vi indicherà il sentiero da seguire per arrivare ad Elva.  Non li conoscete, ma ci saranno tutti e faranno del loro meglio per accogliervi. Poi abbiamo aggiunto un contributo straordinario, quello del maestro Antonio Capogreco. Ci porta all'inizio degli Anni Cinquanta. Lui aveva vent'anni, maestro di prima nomina, arrivò dal sole della Calabria  nel Paese della neve. E, ricorda, fu preso a calci dal mulo di Tet. Ora vive al Sud, in un paese sul mare. Capelli bianchi, qualche acciacco. Pochi giorni fa ci ha detto al telefono: "Se potessi  a Ferragosto sarei lì, con tutti voi". Testimonianze, ricordi: cliccate su ogni titolo che trovate sotto. Vivrete le loro storie.

 

da "Içi Elva"

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    LO SCHERZO DEL MULO DI TET. Ero giovane sui vent’anni, ai primi degli anni cinquanta, in quel periodo disastroso e difficile del dopoguerra, quando sono arrivato a Cuneo, diretto ad Elva come insegnante elementare incaricato. Spirava ancora il “vento del nord” e per le valli del cuneese risuonava forte l’eco della Resistenza, il nome di Duccio Galimberti.  Dopo tre giorni di viaggio lungo e...

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LO STORICO 

Franco Baudino.

E' nato e vive ad Elva. Ex sindaco,  i  suoi libri raccontano il Paese, la storia di donne, uomini, bambini e dei ragazzi morti in guerra. Ogni anno, quando il freddo annuncia la prima neve, lui fa il giro delle borgate: Interno di cassa tipica di Elvacontrolla le case abbandonate, richiude porte e finestre che d'estate qualcuno ha forzato, per rubare o solo per curiosare in un mondo lontano. " In quelle case, in quei fienili, in quelle stalle -  racconta Baudino -  c'è la vita di tante persone che io ho conosciuto. I loro sogni, le speranze, i momenti di gioia, le sofferenze, le delusioni". Dice che tutto va conservato preziosamente: "Bisogna ricordare per sperare".

 

I suoi libri, scritti con Alberto Bersani 

   Ricordare ieri per sperare domani.

   Elva: il profumo di una comunità

   Elva: c'era una volta un vallone... inviolabile

   Elva: gli elvesi nella prima guerra mondiale

   Elva: i raccoglitori di capelli

   Gli elvesi nella II guerra mondiale

   Elva: una umanità che era

IL POETA

Piero Raina

Nato in Borgata Brione d'Elva il 1921, accanto alle professioni di agricoltore, allevatore e apicultore, ha sempre affiancato la passione per la letteratura e la scrittura. Autodidatta,  sindaco e per anni amministratore del Paese, è scomparso l'8 agosto 2009.  Ha sempre raccontato la sua montagna e la sua gente, a volte con parole di dolore. 

Di seguito una sua poesia "Cadranno i casolari dei villaggi" .

 

Cadranno i casolari dei villaggi       

Sulla montagna abbandonata    

Uno alla volta senza rumore .

I casolari delle nostre borgate   

Cespi d'assenzio, roseti selvaggi

Affonderanno le bianche radici   

Ai piè di quelle mura  

Spaccate dal vento e dal sole   

Per suggere gli umori    

Amari delle nostre lacrime  

Dei nostri sudori .

Siamo dei vinti, fratelli !  

Un grido perduto

La chiusa d'una storia dolorosa .   

Torme di Silvani la sera   

Usciranno dai boschi tenebrosi     

Per aggirarsi sui vicoli silenziosi   

Ad ascoltare le voci misteriose     

Che soavi ancora, presso le soglie 

Deserte delle case    

Racconteranno le favole di bimbi.

Intanto che la serpe nascosta  

Dormirà sotto le pietre  

Rosse dai focolari spenti    Per le foto aeree ringraziamo Dario Falcone

l'ossa gialle degli Antenati    

Affioreranno all'alba     

Dai muretti scalzati degli orti .

Lasciate fratelli la terra dei padri     

Fuggite fratelli la terra dei morti .

A sudare non val più la pena

A piangere non serve più a niente

                          PIERO RAINA

 

IL VOCABOLARIO DEL DIALETTO

Antonio Bruna Rosso

"Erano i primi anni della Seconda Guerra Mondiale e Antonio Bruna Rosso,  "Tony  d' Lauro ",  e la moglie "Not" , Maria Maddalena, si erano trasferiti da Elva loro paese d'origine in un paesino francese appena oltre confine. Lui aveva un piccolo commercio di ambulante, trasportava i suoi tessuti con un mulo...".  La storia di Buna Rosso è in un bel  sito www.bruna-rosso.it.

Bruna Rosso per l'amore verso Elva e gli elvesi, scrisse con l'aiuto dei compaesano un dizionario del dialetto di Elva. Poi alcune poesie. Ma quel dizionario ancora oggi serve per "tradurre" parole antiche.

 

PICCOLO DIZIONARIO DEL DIALETTO OCCITANO DI ELVA ,  177 pagine, Editore Valados Usitano, 1980.

TUTTO SUL PAESE

Don Ettore Dao

Con la passione del luogo natio, sostenuto da un'ampia conoscenza della bibliografia e delle fonti, riandando nei secoli passati, nel suo bel libro "ELVA, un paese che era ", don Dao ripercorre la storia del paese deve è nato, ma anche della valle nell'ambito del marchesato di Saluzzo prima e dello stato sabaudo poi. 

Un libro essenziale per conoscere davvero tutto di Elva. Le origini in epoca romana, il diffondersi del cristianesimo, l'occupazione francese, le guerre di religione. E poi i suoi abitanti, la lingua, i cognomi, i rilievi statistici sulla popolazione.  Ma anche l'architettura, le frazioni, la vita economica, le strade, le tradizioni.  Ricco di fotografie.

 ELVA, UN PAESE CHE ERA ,  edizione l'Artistica Savigliano, novembre 1985

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