LA PROTESTA SALVO' LA POSTA. Facciamo un salto indietro nel tempo. Bisogna tornare alla primavera del 1980.  L’Ufficio postale era in quegli anni accanto alla casa di Enrichetta, dove un tempo c’era la tabaccheria e il negozio di alimentari. Per caso venimmo a sapere che l’impiegata di lì a pochi giorni sarebbe andata in pensione e che la sede sarebbe stata chiusa. Scesi, con altri, a Cuneo, per avere chiarimenti.  Scoprimmo che il provvedimento di chiusura diventava operativo il giorno dopo. Le gente di Elva si ribellò: al mattino presto ci radunammo davanti all’ufficio e quando arrivano per smantellare la sede e portar via materiale e carte, trovarono un muro umano, un cordone di uomini, donne. Ci fu tensione, intervennero i carabinieri. Il provvedimento fu sospeso. Ci fu detto di trovare un’altra sede, compatibile con le esigenze delle Poste, norme di sicurezza soprattutto.  Per fortuna il geometra Giulio Ratto si offrì di affittare un alloggio nella sua casa. Lì fu trasferita e riaperta la sede. Se oggi abbiamo, almeno a giorni alterni, il servizio della Posta dobbiamo ricordare quel giorno. Quando tutta Elva scese in piazza. (Franco Baudino, sindaco in quei giorni)

seguici su facebook